Lezioni di Bon Ton

Bon Ton” sta ad indicare l’insieme di tutti quei comportamenti di educazione, privata e sociale, che definiscono la nostra persona nelle varie attività della vita.

ARGOMENTI:


La nascita del bon ton

Dobbiamo risalire la storia fino, addirittura, al 200 a.C., quando il teologo e filosofo Clemente Alessandrino, fissò le buone regole di comportamento nel suo “Il Pedagogo”. Malgrado si parli di tanto, tanto tempo fa, il testo proponeva le regole che riguardavano il vestire, il mangiare e, perfino l’usare profumi. Un’attenzione particolare all’educazione anche in quell’epoca.

Negli anni le regole del bon ton si sono adattate alle occasioni più disparate e anche alle mode in vigore.

Sarà nei primi anni del 1550 che il nunzio apostolico a Venezia, Giovanni Della Casa, portò la sua attenzione sull’educazione dei modi. Ispirato da un suo collega, il vescovo Galeazzo Florimonte, scrisse “Il Galateo” , nome derivato proprio dalla versione latina di Galeazzo, Galatheus.

L’opera di Della Casa è arrivata fino a noi ed è presenza irrinunciabile nel contesto delle letture di chi voglia approfondire le regole del buon comportamento, ma anche per chi voglia semplicemente aumentare la propria conoscenza in fatto di buone maniere.

Le varie tipologie di comportamento sono elencate ad inizio pagina e basta cliccare sulla descrizione per essere inviati direttamente al paragrafo che interessa.

Come si risponde ad un complimento?

Dobbiamo risalire la storia fino, addirittura, al 200 a.C., quando il teologo e filosofo Clemente Alessandrino, fissò le buone regole di comportamento nel suo “Il Pedagogo”. Malgrado si parli di tanto, tanto tempo fa, il testo proponeva le regole che riguardavano il vestire, il mangiare e, perfino l’usare profumi. Un’attenzione particolare all’educazione anche in quell’epoca.

Negli anni le regole del bon ton si sono adattate alle occasioni più disparate e anche alle mode in vigore.

Al ristorante

Entrando al ristorante se la porta è chiusa sarà chi invita ad entrare per primo precedendo gli altri suoi ospiti. Se l’ingresso è invece aperto, sarà il contrario. Nel caso di pranzo o cena in coppia, l’uomo deve sempre la precedere la donna. Uscendo, invece, la seguirà. Chi invita un gruppo di amici dovrà aspettare tutti sulla porta o subito fuori dal locale, come se dovesse accoglierli in casa propria.

  • Nel seguire il cameriere verso il tavolo, l’uomo deve cedere sempre il passo alla donna e, se non lo fa il cameriere, spostarle la sedia per farla accomodare.
  • Prima si fanno accomodare le signore. Gli uomini, nel frattempo, attendono in piedi fino a quando l’ultima donna non si è accomodata.
  • Quando ci si siede a tavola è bene lasciare che la signora abbia il posto migliore, in genere rivolto verso la sala o verso una bella veduta esterna.
  • Per le signore: mai posare la borsa sul tavolo, tantomeno per terra (che, tra l’altro, si dice porti male). Appenderla allo schienale della propria sedia o, qualora il ristorante ne fosse provvisto, utilizzare l’apposito gancio appendi borsa da tavolo.
  • Non si augura: «Buon appetito!» tantomeno si propongono brindisi.
  • Evitare di posare il telefono sulla tavola e di controllarlo spesso: gli altri commensali potrebbero interpretare il gesto come un segno di scarso interesse nei loro confronti. Meglio tenerlo spento nella tasca della giacca (o della borsa per le signore).
  • Stesso discorso per il portafoglio: sulla tavola è bandito.
  • Appena seduti è buona educazione appoggiare il tovagliolo aperto sulle gambe e successivamente sfogliare il menu. Quando si termina di mangiare, lo si ripone sul lato sinistro senza accartocciarlo, ma piegandolo sommariamente.
  • Leggendo il menu, non si fanno mai commenti, né si motivano le proprie scelte con frasi del tipo: «I funghi no, sono allergico», «Il fritto alla sera non lo digerisco», «Il coniglio non mi piace». Qualora venisse suggerita una pietanza che non rientra tra i propri gusti, basterà semplicemente ringraziare e ordinare altro, stando attenti a non dilungarsi troppo nella scelta.
  • Una volta ordinato, evitare di richiamare il cameriere per cambiare l’ordinazione.
  • Il pane non va mai tagliato, ma spezzato. Senza sbriciolare sul tavolo.
  • Quando si è seduti al tavolo e si avvicina qualcuno che si conosce, gli uomini si devono prima alzare in piedi e poi salutare, le signore invece salutano senza alzarsi.
  • Prima di iniziare a mangiare occorre attendere che tutti siano stati serviti. Il galateo tuttavia, prevede che questa regola valga solo fino a 7 commensali: se gli ospiti sono di più si rischia che le pietanze vengano portate a poco a poco e dunque che il proprio piatto si freddi.
  • Se durante il pasto una signora deve allontanarsi, gli uomini interrompono la conversazione e si alzano un istante in segno di cortesia. Il gesto va ripetuto quando la signora torna al tavolo.
  • Se si devono deporre le posate mentre si sta ancora mangiando, le si mettono dentro il piatto con le punte accostate (non incrociate, con le punte vicine, in posizione come le lancette di un orologio puntate alle 4:40). Se invece si ha terminato, le posate si dispongono affiancate dentro il piatto, questa volta sulle 4 o sulle 6, quest’ultima preferibile.
  • Il coltello non va portato alla bocca. Mai.
  • Per risotti e riso in generale, si usa la forchetta.
  • Chiedere il sale non è educato. La richiesta, infatti, presuppone il fatto che la pietanza scelta non sia sufficientemente gradita.
  • Formaggi morbidi, paté e mousse si mangiano solo con il coltello. Questi alimenti vanno consumati spalmandoli su un pezzo di pane o su un crostino e poi mangiati con le mani.
  • Il cucchiaio si porta alla bocca dalla punta, evitando risucchi cacofonici. Quando la minestra sta terminando, si può inclinare il piatto verso il centro del tavolo per raccogliere il brodo residuo.
  • Al ristorante non ci si toglie mai la giacca o la cravatta (nemmeno allentarla), così come non si arrotolano le maniche della camicia.
  • Dal tavolo ci si alza il meno possibile.
  • Quando si mangia seduti a tavola, il busto deve mantenersi eretto, piegandosi leggermente verso il piatto. Le braccia devono stare lungo i fianchi e solo le mani sulla tovaglia.
  • A fine pasto, bevendo il caffè, il cucchiaino si usa solamente per girare lo zucchero. Non va mai portato alla bocca e, una volta utilizzato, va rimesso subito sul piattino.
  • Al momento del conto chi offre si alza e va alla cassa. Se portato al tavolo, è sufficiente una rapida occhiata alla cifra, pagando con la carta di credito o di debito per evitare manovre di contante sempre poco eleganti. Velocemente, senza commentare l’importo o controllare minuziosamente le singole voci addebitate.

(Fonte testo: Radio Food)

Il bon ton di Natale

Le riunioni con i parenti sono la croce e la delizia di queste giornate, lo sappiamo tutti. Cerchiamo di essere tolleranti e, soprattutto, di goderci queste riunioni con serenità, cercando di evitare le tensioni.

Linvito è personale e l’ospite non dovrebbe presentarsi con persone non attese e non annunciate.

E’ bene arrivare con un minimo di anticipo rispetto all’ora fissata per il pranzo, per rispetto ai padroni di casa e agli altri ospiti.

Ricordatevi che se siete ospiti è buona regola evitare di presentarsi a mani vuote. Una pianta, un gioco da tavolo per divertirsi dopo il pranzo o la cena, un centrotavola in tema natalizio, un cesto di prodotti dolci o salati, una bottiglia di liquore, possono essere dei pensieri graditi e opportuni, secondo il Galateo

Non portare mai fiori, vino (a meno che non vi venga espressamente richiesto), paste o dolci da consumare subito.

Il menù deve tenere conto delle esigenze di tutti gli ospiti, delle loro scelte alimentari e qualche piatto appositamente preparato per chi, eventualmente, avesse bisogno di seguire una dieta per motivi di salute.

Gli aperitivi devono essere serviti offrendo direttamente il bicchiere all’ospite, senza usare il vassoio, che potrà servire, invece, al momento di portare via i bicchieri usati. E’ buona norma preparare anche cocktail o bevande analcoliche.

Posto a tavola: spetta alla padrona di casa fissare i posti, cercando di non separare le coppie e non creare gruppi separati tra donne e uomini. Sarà la stessa padrona di casa a sedersi per prima, seguita dalle altre donne e, in ultimo, dagli uomini.

Conversazione: meglio evitare domande troppo personali, ma anche la politica o la religione. Evitare, insomma, tutti quegli argomenti che potrebbero provocare tensioni e litigi. Questo spetta tanto a chi invita quanto a chi sia invitato.

I regali, per tradizione, si scambiano alla fine della cena. La tavola deve essere sparecchiata, ma la tovaglia ed eventuali bevande da fine pasto possono essere lasciate. Sarebbe opportuno fare in modo che ogni invitato abbia un piccolo regalo. Non esagerate con l’importanza del regalo, per non mettere in imbarazzo i presenti. I regali importanti potranno essere scambiati in separata sede.

La cena importante

 Il bon ton del comportamento a tavola è basato su tre semplici concetti: compostezza, discrezione, gentilezza.

Innanzi tutto la posizione è importante, si sta dritti con i gomiti bassi vicino al busto, e solo i polsi andranno sul tavolo. Questa posizione si deve mantenere anche quando si mangia, ed è la forchetta che arriva alla bocca, non il contrario!

Allo stesso modo non ci si sbraccia, non si rifiutano o prendono cibi e bevande con gesti plateali e, allo stesso modo, si deve stare attenti ai movimenti delle braccia sul tavolo. Ad esempio, se vogliamo versare acqua ad esempio ad una signora, è permesso solo con i due commensali direttamente accanto a noi.

Mentre si mangia, si tiene la bocca chiusa e si farà in modo che i bocconi siano discreti, tanto da non farci aprire troppo la bocca.

Nei confronti delle pietanze, e questo forse non è scontato, si deve avere un atteggiamento neutrale, né famelico o di eccessivo gradimento, né schizzinoso; pertanto, se non si conosce bene la natura di un piatto, occorre servirsene con moderazione perché risulta essere molto scortese lasciarlo.

Una tavola silenziosa non è decisamente una buona tavola, ma anche per la conversazione vanno seguite delle semplicissime norme di gentilezza e discrezione. Non urlare, specialmente per parlare con ospiti di un tavolo vicino, ed evitare con i commensali argomenti che possano suscitare discussioni, come religione o politica. Mai monopolizzare la conversazione con racconti personali molto lunghi, a meno che non sia esplicitamente richiesto. L’ascolto degli altri è altrettanto importante.

Un pranzo a buffet può essere ugualmente formale e segue le stesse regole, va solo tenuto a mente che non è educato riempirsi eccessivamente il piatto ed anche chiedere agli altri se gradiscono qualcosa o portarglielo. Questo è gentile e ammesso solo con la propria signora.

(Fonte testo: Villa Gianicolense)